Solo lo sciabordio dell’acqua

Ripresa la via d’acqua, passarono con difficoltà, tanto che “onde fortissime coprirono il callapo, le casse e lo scrivente fino al petto, e gettarono, sulla balsa fortunatamente, uno degli uomini di prua”.
A un certo punto l’acqua “fece sentire un sibilo come se vi fosse stato immerso un ferro infuocato, e la sua superficie si coprì d’un immensa quantità di bolle, le quali scoppiando lasciarono esalare l’odore dell’idrogeno solforato”.
Luigi aveva nelle orecchie solo lo sciabordio dell’acqua e i borbottii dei neofitos che tentavano di trovare un modo per andare avanti. Il Bopi fece una curva verso sinistra e per un po’ sembrò che l’agitazione dell’acqua si fosse calmata. Ma appena ebbero terminato la curva, il corso del fiume divenne velocissimo e poco più avanti urtarono su una grossa radice che sporgeva e si ritrovarono nella rapida al centro del fiume a remare ancora più forte come se fossero sull’orlo di un precipizio. Poi di colpo, in modo quasi miracoloso, tutto si calmò.
“Poco prima di arrivare alla corrente che precede la rapida, le acque del fiume sembrano morte: i neofitos di prua osservano allora la rapida, studiando i passi, comunicano le loro osservazioni al capitano che sta di poppa, e si entra risolutamente, ma sempre gridando, nelle ondate.
Dopo la Perejà, si scorge il punto chiamato Chispani, antica punto di riunione dei cascarilleros, e si trova la grande rapida, Scititigis-cì, una delle più pericolose, perché la più lunga di tutte, e a gomito. Ci ormeggiammo alle pietre, sulla sinistra, e scaricammo quasi totalmente il callapo. Io rimasi li solo, e l’imbarcazione si mosse, tosto entrò nella rapida e scomparve. Aspettai circa un’ ora e mezza, e finalmente giunsero per via di terra i neofitos che avevano dovuto aprire un sentiero nel bosco, per il quale poi entrammo noi stessi, trasportando le casse. Il bosco era bellissimo, e osservai piante curiosissime. Il sentiero era piuttosto lungo, ma piano; e dopo una mezza ora circa arrivammo al callapo, ricaricammo e partimmo.
Fortunatamente le rapide che seguono, benché grandi, si possono tutte passare senza scaricare. La prima è Izozoja; poi Ciagnamì, con grosse pietre; Nafajà pure con pietre; Pignethti, con un gomito a sinistra, e tre grosse pietre; Amonia, dal nome di un ruscello che viene dalla sinistra; Porachi e Scira. Questa è l’ultima rapida di qualche importanza.”

continuerà

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