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Quasi come un’isola nella foresta

Ormeggiarono il callapo su una largo tratto di terreno dove si trovavano, quasi come un’isola nella foresta, delle grandi piantagioni di cacao, caffè, coca e china.
Luigi conobbe il proprietario della “colonia”, tale señor de Belmonte, nobile spagnolo appassionato di botanica e collezionista di serpenti che viveva ritirato dal mondo. Parlarono a lungo saltando da un argomento all’altro e condividendo attimi preziosi.
Belmonte dimostrò di avere forti idee personali sulle colture e la loro progettazione. Raccontò a Luigi della mandorla del cacao, “forse il frutto più oleoso che produca la natura”, spiegandogli — con dovizia di particolari — perché le piante migliori crescevano “all’ombra della natura selvaggia, avulsa dal predominio dell’uomo”.

“Verso le 10 pom. fui a dormire sulla spiaggia, sotto alla tenda, dove soffiava più vento, che allontanava le zanzare. Il barometro era a 702.
Il 25 mi levai alle 5 e 1/4 ant. (barom. 705) e fui alla casa del sig. Belmonte, che mi regalò una interessante raccoltina di ofidi, e alle 7 circa partimmo. Dalla parte della colonia, cioè sulla destra, il fiume è chiuso da colline basse che si estendono assai lontano, aumentando a poco a di altezza; in faccia alla colonia, esso corre serpeggiante fra larghe sponde a ciottoli, coperte di enormi tronchi trasportati dal fiume e traversate da un torrentello che sbocca dalla destra. Sulla sinistra si vedono, a poche centinaia di metri dalla colonia, in un piccolo piano verdeggiante fra la riva e i colli, delle casette e delle vacche pascolanti. Questa è la vera località di Assunta; la sua latitudine, secondo il missionario N. Armentia, è di 16° 7′ S e la longitudine, secondo il dizionario geografico del signor M. V. Ballivian, di 69° 48′ O. Par.”

continua

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