Odori, sapori, rumori, colori

Nell’ultima parte del viaggio verso Covendo, Luigi visse un incredibile caleidoscopio di emozioni. Odori, sapori, rumori, colori.
Pensava, così, a quanto i giorni che gli restavano davanti sarebbero stati pieni di cose da vedere e forse non sarebbe neppure riuscito a osservarla nella sua totalità quella incredibile materia che era a sua disposizione.
“Il 27 maggio ci levammo presto. Il barometro era a 724. Si trattava di rimontare il Beni per giungere alla Missione di Covendo, distante 6 leghe di cammino dalla confluenza del Bopi, verso sud.
Per rimontare questi fiumi, non si usa mai il callapo, troppo pesante, ma la balsa sciolta. Si legano tre corde alla punta del palo di mezzo dopo la tavoletta — la chiamano hoimù — piantata in piedi sulla prua. Tre uomini scendono a terra e tirano la balsa con le tre corde; il quarto — perché l’equipaggio di una balsa è composto di quattro uomini — scende anche lui a terra, armato della lunga canna di charo e, appoggiandolo contro l’hoimù, ora dalla spiaggia e ora entrando nell’acqua, scosta la balsa quando sta per avvicinarsi troppo alla riva.
La navigazione in pianura, monotona e lenta, non offre nulla di particolare. Le sponde del fiume sono basse, con alberi della specie pale de balsa, charos, palme e graziose leguminose arrampicanti. Si scorgono sempre le colline e ad ogni qual tratto si trovano delle piccole rapide che fanno sudare i tiratori e lo scostatore, e poi si vedono volare degli aironi bianchi e qualche gabbiano.
Verso sera i miei neofitos vollero abbandonare il braccio principale del fiume per entrare in un braccio secondario a destra: questo era quasi secco, e quindi essi dovettero, a ogni piccola rapida, aprire il cammino alla balsa.
Dormimmo su di una spiaggia, sulla riva sinistra, non molto lontani dalla Missione. Il barometro segnava 722.
Il 28 maggio partimmo che era ancora notte, verso le 2 del mattino e, dopo poche ore, fatto già giorno, scorgemmo la Missione. È situata sulla sponda destra del Beni, riparata e circondata da colline boscose, sopra una specie di altopiano bellissimo alto 20 o 25 m. sul fiume. Si vedevano sulla spiaggia parecchie balsas in secco, e sull’altopiano le donne della Missione che, avvisate dai nostri tiri di fucile, venivano a ricevere i mariti e i figli assenti già da un mese, perché erano partiti il 1° di maggio e avevano impiegato venti giorni a rimontare il Bopi fino all’Espia.
Passammo un’ultima piccola rapida, rimontammo fra le pietre fino in faccia a Covendo e poi attraversammo il fiume e ormeggiammo su un sentiero ai piedi all’altopiano. Io ascesi sulla spianata, traversai un tratto piantato ad aranci carichi di frutta e a palme motacù; arrivai al villaggio che allora era deserto perché tutti erano al porto, e mi presentai al Missionario che mi accolse assai gentilmente.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Centro Culturale S. Antonio delle Fontanelle | Contrà Busa, 4 - 36062 Fontanelle di Conco (VI) | Tel: +39 0424 427098 | Email: info@priamoedit.it | Mappa del sito | Privacy policy