Mese: Marzo 2019

Primavera!

Tu che arrivi prima dell’estate
E sei la prima a splendere
Come stella mattutina
Che accompagna il sole in alto nel cielo

Nuova vita doni alla nuda terra e speranza di copioso raccolto
Freschi profumi di risveglio dopo il taciturno sonno invernale
Dove immobile tutto ha riposato per ritornare trasformato

Il tuo augurio è di germogli fioriti e di campi colorati d’arcobaleno
Sole e pioggia in premurosa armonia mesci
Che appena arriva una, l’altro subito via se n’esce

I filari s’intrecciano in nodi d’ebbro amore e
I miti ulivi sudano lente gocce di sacro olio
Passeri spensierati li cingono d’allegri cinguettii
Rincorrendosi come innamorati che ancora non sanno d’amare

E mentre la Pasqua va risuonando per le campane del villaggio
Il gentil tepore d’aprile lascia posto al vivace calore di maggio
E quando le lunghe giornate ormai non sanno più di primavera
L’estate è già alle porte, dalle finestre entra tardi la sera

(Luca Giacomozzi)

La nascita della lettera

Tra le più antiche lettere ritrovate ci sono poco meno di una decina di esemplari greci scritti a graffio cronologicamente databili al periodo tra il VI e il IV secolo a.C.

Sono testi brevi, disposti su poche righe. Contengono ordini, disposizioni o richieste del tipo «Thamneus lascia la sega sotto la soglia della porta del giardino» oppure «Emelis, vieni più presto che puoi». È da queste semplici comunicazioni di servizio che comincia la storia delle lettere.

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