Mese: Ottobre 2018

Entusiasmo e amore per la scienza e per la vita

A La Paz raccolse ulteriori informazioni sul percorso che avrebbe fatto e venne accolto da una personalità influente come Manuel Vicente Ballivian, ministro degli esteri boliviano e presidente della locale Società Geografica. Con lui condivise la curiosità e la passione per la bellezza delle creature viventi rimanendo molto colpito dalla profondità del suo pensiero scientifico. Gli raccontò così di alcune ricerche entomologiche che aveva condotto a La Plata a proposito dell’identità di fondo esistente tra vertebrati e invertebrati, di come la struttura di insetti e crostacei e quella dei vertebrati fossero del tutto simili.
Ballivian lo illuminò dandogli utili consigli e informazioni preziose sulla natura incontaminata del Gran Chaco e gli riferì delle esplorazioni di padre Nicolàs Armentia, francescano spagnolo tra i pochi ad aver viaggiato a lungo nel nord est boliviano.
Luigi lo volle conoscere e si fermò a La Paz una settimana per avere modo di incontrarlo.

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Un viaggio affollato di anime invisibili

Al mattino si alzò, riaccese il fuoco e vi si accovacciò davanti tutto tremante, avvolto nella coperta. Bevve un caffè, si sgranchì le gambe e poi prese dalla mochila il taccuino che teneva avvolto in un morbido tessuto bordeaux. Sentiva che i suoi occhi erano sedotti dalla strada, e così pure la fantasia. Non poteva fare a meno di proseguire immaginando una linea che vedeva tracciata sul terreno: mentalmente, andava avanti nello spazio, ma tornava anche indietro nel tempo, ripercorrendo la storia di chi prima di lui l’aveva percorsa. Gli pareva di ricordare e sentire quel tempo; il sole di quel tempo, e certe immagini di indicibile bellezza.
Appuntò così le sue considerazioni sul giorno prima passato in cammino tra sentieri segnati da tumuli e sentieri di transumanza.
Aveva paura di dimenticare anche un solo dettaglio di ciò che aveva visto. Per questo scrisse anche dell’aria secca e come polverosa, del profumo forte di terra e di foglie morte scaldate dal sole. Sentiva di doverlo fare. Voleva lasciare su carta solo per lui certe impressioni malgrado sentisse bene che ogni uomo era sempre, eternamente a metà del proprio cammino, e poco importava l’età che aveva o la distanza che aveva coperto.

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Una vita wireless

I fili del destino ci muovono come marionette,
Costantemente sul filo del rasoio, ancora un poco e ci fanno a fette.

Tutti in fila per prendere la comunione,
In fila indiana dai tempi dell’asilo
Con l’aquilone attaccato al filo;
In fila alle poste aspettando la pensione
Serriamo le fila per le prossime battaglie quotidiane.

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