Mese: Giugno 2015

Il libro ossessione di Elias Canetti

Nulla l’uomo teme di più che essere toccato dall’ignoto. Vogliamo vedere ciò che si protende dietro di noi: vogliamo conoscerlo o almeno classificarlo. Dovunque, l’uomo evita d’essere toccato da ciò che gli è estraneo. Di notte o in qualsiasi tenebra il timore suscitato dall’essere toccati inaspettatamente può crescere fino al panico. Neppure i vestiti garantiscono sufficiente sicurezza; è talmente facile strapparli, e penetrare fino alla carne nuda, liscia, indifesa dell’aggredito.
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Massa e potere è il libro ossessione di Elias Canetti. Un libro difficilmente classificabile riconosciuto tra i capolavori letterari del Novecento che è, insieme, testimonianza e narrazione storica, studio sociologico e saggio antropologico.

Canetti inizia a scriverlo a vent’anni, nel 1925, e lo conclude nel 1960.

Vuole afferrare il Novecento alla gola raccontandolo nei suoi eccessi, tentando di capire di quali sono e come si manifestano le costanti del potere sulla vita umana. Pensa che scriverne non è solo raccontarne le terribili e assurde violenze e sostituisce la storia con il mito perché per lui la storia è un luogo di morte in cui si esplicitano tutti i rituali del potere.

Massa e potere esprimono un dualismo profondo, lo stesso dualismo che si può trovare tra vita e morte: da una parte la massa, cioè la molteplicità, la metamorfosi, la vita e, dall’altra, il potere, cioè l’unità, l’identità, la morte.


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Bus de la Lum

Caro amore,
ti scrivo da questo buco scavato nel bosco  da cui non so se uscirò vivo, e che riesco a sopportare solo grazie al pensiero che, se ce la farò, ritroverò te.
In questo momento sono steso a terra protetto da una sorta di coperchio costruito intrecciando rami d’albero, fogliame e terriccio che servono a mimetizzare il nascondiglio.
La matita con cui ti scrivo l’ho presa alla base operativa, e faccio fatica ad usarla perché la carta è umida, quasi bagnata, e non è facile scrivere senza strapparla.
Ti confesso pieno di vergogna che ho dovuto rubarla perché ci manca proprio tutto quassù: se venissi scoperto sarei di sicuro redarguito con severità dal capo squadriglia che è uomo probo: partigiano buono ma inflessibile.

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