Mese: maggio 2015

C’è la meraviglia

Oggi ho visto Youth, il nuovo film di Sorrentino. Come per altri suoi film, anche questo ha diviso: a onor di cronaca, sono uno di quelli che si schierano a favore: e con Youth, da che parte mi metto?

È presto detto.

Youth è un film di Sorrentino al 100%: vi si individuano i canoni, i tic, i pregi e i difetti; ma se qualcuno si aspetta di incontrare il prosieguo de La grande bellezza, vedrà le proprie attese tradite: questo film è altro.

È un film che ci parla di vecchiaia e di morte, di illusioni, di amore, di disillusioni e disamore e vita. 
Le critiche, quelli che ne sanno, che vedono le trappole semantiche e estetiche ripetono che questo regista è uno che bluffa, che gioca puntando sull’ipertutto: troppa musica – vero -, troppo patinato – vero -, troppo citazionismo – vero -, troppi primi piani – vero -; troppi troppo, vero.


Continua a leggere

Storia di Ruth

Swinemunde, Germania, 1934. Il signor Hagen, padre della mia amica Ruth, ha un negozio di tessuti e in una mattina piovosa riceve un’insolita visita. Un signore elegante con un cappello di feltro viene a commissionargli un lavoro importante: confezionare uniformi naziste. Purtroppo il signor Hagen deve rifiutare. ”Perché mai?” si stupisce il signore dal cappello di feltro (poiché  l’affare è indubitabilmente buono). Il signor Hagen ha paura, ma mentire può essere ancora più rischioso che dir la verità: “Vede, il mio cognome è Hagen… ma mi chiamo Israel”. Viene arrestato, e rilasciato solo perché accetta di vendere il negozio a un decimo del suo valore. Gli viene inoltre imposto di lasciare la città.
Israel Hagen, con moglie e tre bimbi piccoli, si trasferisce a Stettin. Viene nuovamente arrestato in quanto Ebreo nel 1935. Al momento del rilascio, un poliziotto gli sussurra all’orecchio: “Deve scappare. Dovete scappare tutti voi Ebrei! Noi sappiamo cosa sta succedendo”. Lo sanno, i poliziotti, o lo intuiscono, origliando alle riunioni dei superiori. Israel guarda negli occhi l’uomo e decide che non è il caso di sottovalutare il consiglio, contrariamente alla maggior parte degli Ebrei similmente allertati. Anche i famigliari del padre di Ruth reagiscono con accondiscendenza alla sua preoccupazione: “Suvvia, siamo sopravvissuti ai Pogrom, che c’è di nuovo? Anche questa passerà!” Così Israel, la moglie e i tre figli partono. Saranno gli unici della famiglia a salvarsi.

Continua a leggere

Centro Culturale S. Antonio delle Fontanelle | Contrà Busa, 4 - 36062 Fontanelle di Conco (VI) | Tel: +39 0424 427098 | Email: info@priamoedit.it | Mappa del sito | Privacy policy