Mese: ottobre 2014

Al solo nominare Anne Frank, sorgono pensieri e stati d’animo che riconducono direttamente alla guerra, alle persecuzioni, ai campi di concentramento, alle camere a gas.
Qualsiasi giudizio di natura politica, ideologica o storica si voglia esprimere su quelle oramai lontane vicende, la figura di Anne Frank è in ogni caso uno dei simboli più significativi di quella tragedia nella tragedia che fu l’Olocausto.
Ma, come tutti simboli, rischia di trasformarsi in stereotipo se di tanto in tanto non lo si “rivitalizza”, riportandolo alla sua dimensione più umana e cogliendo di esso quegli aspetti che possiedono, ancora oggi, valore e significato.

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Un incipit può essere una predisposizione al malumore ed è in grado di colpire al cuore. Può risultare una realistica e minuziosa descrizione dell’ambiente in cui si svolgeranno i fatti, ma anche preludio di cose infinitamente peggiori.
Di un incipit si può aver paura perché all’inizio è tutto vago, c’è movimento e mutevolezza, un fluttuare di sensazioni che l’animo, per un attimo, non riesce a concepire e forse allontana.
La letteratura è l’arte della bellezza e dell’indeterminato, uno sguardo aperto e diretto sul volto delle cose che necessita di incipit pregni della forza miracolosa del linguaggio.

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antopalvasoCosa scrivere che non sia già stato scritto, o detto, del padre di tutte le letterature occidentali, Omero, e dei suoi due poemi? Ogni parola, ogni singolo significato storico e mitico, ogni lascito successivo, sono stati sviscerati da secoli, millenni di indagine critica. Quindi tentare di aggiungere anche solo una sillaba a questo imponente edificio, condurrebbe irrimediabilmente dalla presunzione al ridicolo.
Altro non resta che volgere l’attenzione a qualche aspetto “minimo” e marginale, sfuggito al setaccio dell’analisi perché ritenuto ininfluente, o per l’incapacità di porsi da un punto di vista acritico, come accade nella suggestionabile emotività di un ragazzo. Ed è proprio da una personale riminiscenza scolastica che prendono l’avvio queste considerazioni.

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73 morti

Era l’estate del 2009 e 5 eritrei ci raccontavano di altri 73 passeggeri morti e abbandonati in mare. Il 13 ottobre 2013 ne morirono 368 in un colpo solo, e altre migliaia in comode rate. Noi tutti ci stiamo abituando. E io insisto.

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