Mese: dicembre 2013

Per la poesia, 1

La poesia ha dovuto troppo spesso scontare riserve, sospetti, rugginosi allori e anche irrisioni.
Innanzitutto il sospetto, o il certificato urlato, di inutilità.
Ebbene la poesia non ha ragione alcuna di presentarsi utile, perché è fuori del meccanismo vantaggio/svantaggio, è senza bilanci di convenienza in qualsivoglia commercio.
La poesia risponde solo a se stessa, e questo ha mosso una riserva, che ha nome di autoreferenzialità. Essendo assolutamente libera da qualsiasi vincolo, che non siano i suoi propri e diversi alfabeti, può riferirsi solo a sé, al proprio unico tempo. Non è compatibile con alcun schema esterno: resta altrove e sta qui.

Continua a leggere

Il cavaliere del cielo

E’ un’ora, ormai, che cammino per il sentiero delle Cenge qui in Val d’Assa, e l’aria è fredda e umida. Il bosco è popolato di suoni e la foschia aleggia tra le cime degli alberi che, con le loro grandi fronde rigogliose, assumono una brillantezza madreperlacea.

C’è una grotta seminascosta dalle rocce strapiombanti e dal fitto fogliame che a un certo punto mi colpisce e voglio avvicinarmi per vederla da vicino. Il terreno è coperto da uno spesso strato d’argilla e noto un groviglio di forme protese verso i rami più bassi degli alberi.


Continua a leggere

Acqua su Marte

Racconti brevi o brevissimi, ritratti di persone, cronache di mondi scomparsi o lontani nello spazio e nel tempo. Bambini i cui occhi si spalancano sul mondo, per scoprire cose che, anche guardando con la massima attenzione, è difficile vedere. Vite fatte di dettagli. Pieghe del tempo che nascondono segreti. Scampoli di spazio in cui si entra, ma da cui si fatica ad uscire. Il tutto narrato con uno stile asciutto ed essenziale, senza compiacimenti, apparentemente freddo e distaccato, ma capace di rivelare i risvolti scivolosi di esistenze oblique, scandite da orologi senza più lancette.

Continua a leggere

Amori ridicoli

Si parte dal titolo: in che senso l’amore (o, in questo caso, gli amori) è ridicolo? Che cosa mai ci può essere di ridicolo nel più immenso dei sentimenti? Forse il fatto che l’amore ha sempre a che fare con l’uomo e perde, così, la sua componente più nobile, mischiandosi alla carnalità, all’egoismo e agli istinti più meschini tipici del genere umano.
Amori ridicoli si compone di sette racconti, scritti tra il 1959 e il 1968: i protagonisti sono uomini e donne impegnati nelle proprie relazioni sentimentali, in classici rapporti di coppia, che portano con sé implicazioni e contraddizioni, perché difficilmente i personaggi sono in grado di legarsi all’altro in modo sereno. Il più delle volte è la visione che i caratteri hanno di sé a confondere il sentimento: nella loro incapacità di distinguere l’amore assoluto – quello più puro ed irraggiungibile –  da quello carnale è possibile intravedere un percorso individuale in cui gli istinti sessuali in parte umiliano l’individuo, dall’altra sono un aspetto di cui egli non può fare a meno. È un po’ come la vita (vita e amore non sono facce della stessa medaglia?), un cammino di crescita che, però, si combina anche con la sofferenza e la non accettazione di sé, di quello che realmente siamo noi e, soprattutto, gli altri.

Continua a leggere

Centro Culturale S. Antonio delle Fontanelle | Contrà Busa, 4 - 36062 Fontanelle di Conco (VI) | Tel: +39 0424 427098 | Email: info@priamoedit.it | Mappa del sito | Privacy policy