Mese: maggio 2013

Auricolòfono mistico

È un “animale della quinta notte”, cioè di quelli nati alla fine del giorno degli animali e prima del giorno di Adamo ed Eva: anomali, rari,  e curiosamente mostruosi. Segue dossier di osservazione.

Una volta all’anno, di solito alla fine della primavera, non decide qualcosa di diverso, o per lui di nuovo, o calcolato, ma semplicemente lo fa: si confessa.
Parlare di sé gli è dunque raro quanto insolito; evidentemente gli piace, ma anche questo piacere è effimero. Logicamente – benché la logica sia forse umana – un momento dopo non ricorda né di aver organizzato suoni né di averne provato la voglia. Ormai se ne riparla fra un anno.
Sappiamo questo, sulla labile alternanza delle tensioni, perché sta nella natura animale.
Il nome che gli è stato dato gli è per certo ignoto, e difficile anche per gli umani: Auricolòfono mistico.

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Proust per bagnanti

Mi sono lasciato influenzare dal suggerimento che ad un certo punto propone proprio la voce narrante nel romanzo: ho affrontato la lettura nell’occasione, per me abbastanza rara in questo periodo, di una breve vacanza. Dunque credo di aver goduto del mio Proust per bagnanti nelle condizioni di spirito migliori.
Quest’opera è agile, malgrado sia contenuta in qualche scatola cinese che però si apre al momento giusto per proporre scenari umani imprevedibili. Intreccia destini alquanto diversi che si rivelano magicamente (o dolorosamente) segnati da un comune denominatore proustiano: il bisogno incomparabile di amore, soprattutto materno, e la rielaborazione del ricordo come eterno presente, in parte anche modificabile affettivamente.
Si srotolano tre vicende di donne e uomini determinati, al limite dell’autosufficienza generosa e a volte orgogliosamente sprezzante. Per motivazioni diverse, in modi imparagonabili, hanno varcato l’Oceano e sono approdati in Florida.

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Una settimana fa sono scesa nelle Marche in occasione di “Macerata Racconta”. Bella manifestazione, per due motivi: un po’ per l’argomento – i libri e le “distanze”, geografiche, sociali, culturali, trattate nel corso di vari interventi -, un po’ perché ho avuto modo di incontrare persone con le quali sono in contatto da anni, ma che non ho occasione di frequentare spesso. Fra di loro c’è Orlando Micucci, editore di Gwynplaine Edizioni, una persona assolutamente squisita, così come squisito è il nome che ha scelto per la sua casa editrice, mutuato dal romanzo L’uomo che ride di Victor Hugo (che vi consiglio, perché è proprio bello). L’ultimo giorno di “Macerata Racconta”, prima di salutarci, Orlando mi ha regalato un libro Gwynplaine, che ho subito iniziato a leggere durante il viaggio in treno per Verona. Si intitola Asthmes: è un libriccino composto da dieci brevi racconti, a mio avviso un piccolo gioiello, con in copertina una ragazza di cui s’intravedono solo i luminosi occhi verdi, visto che il resto del volto è coperto da una sciarpa e un cappello. L’immagine richiama un po’ i contenuti del testo, poiché i racconti parlano di gente comune che osserva.

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A nome di Calipso

Non so se col tempo il nome abbia importanza. Io sono stata detta in molti modi, e non sono sicura che tutti fossero veri.
Poiché sto parlando per nome di un’altra, sarà bene che io mi dica Circe con chiarezza. Mi hanno attribuito trucchi e filtri, di cui in realtà so poco. Le parole le so dire chiare, non tanto per quel che riguarda me, ma per lei che me le ha affidate.
Non le avevo chieste, però evidentemente aveva bisogno di dirle dopo essersi ripresa dal viaggio, dalla lunga stanchezza e dalla confusione del suo destino: ne aveva gestito solo una parte.
Dopo aver vomitato per un intero giorno e un’intera notte, mi sorrise.
Non sapendo nulla di lei, aspettavo; ma un segno buono si può scambiare, soprattutto se sei abituata a stare da sola.

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