Mese: Marzo 2013

The Return

It is said that an important part of practicing Tai Chi is not to practice Tai Chi. This riddle puzzled me until I applied it in my own life. It was the time when I actively chose to ignore my desire to read. I stopped cold. No poetry. No prose of any kind. My mind became a hermitage within whose walls not even humming was to be tolerated. This was but one more way I had chosen to remove myself from the world around me. As with life, I found myself obsessively scrutinizing literature as if it were trying to trick me. I looked for angles. I winked at death symbols carefully placed on the night stand. I made mental note of foreshadowing, whose potential I found often lost in its own darkness. In short, what had once been a wondrous journey of the mind had somehow become a tedious and constant critique.

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Vladimir Di Prima

Vladimir Di Prima è nato a Catania nel 1977. Laureato in legge e specializzato in criminologia è autore dei romanzi Gli Ansiatici (Prova d’Autore, 2002) e Facciamo Silenzio (Azimut, 2007). Suoi racconti sono apparsi in diverse antologie e riviste letterarie. Vanta inoltre preziose collaborazioni con artisti della musica leggera italiana fra cui il compianto Lucio Dalla.
Adora i gatti e la sua montagna.

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Divagazioni e intenzioni (prima parte)

Immaginiamo di non sapere che il verso conclusivo dell’Inferno, “e quindi uscimmo a riveder le stelle”, sia del sommo poeta fiorentino; proveremmo ugualmente quel fremito, suscitato dal formidabile effetto liberatorio, di un endecasillabo che definisce e risolve la fine di un incubo e il sorgere della speranza?
Saremmo in grado di separare la frase poetica, dall’autorevole nome di chi l’ha scritta e di considerare quel verso indipendentemente da ciò che l’ha preceduto? Considerandone l’intrinseca bellezza, credo di sì.
Senza dubbio, è questione più complessa, ma è lecito porsi un interrogativo sulla possibilità che uno, o pochi versi, possano vivere autonomamente. Può sembrare un quesito quanto meno irragionevole, ma potrebbe anche trattarsi di una questione cruciale, nell’ambito della creatività poetica.

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Il duello

C’è stato tanto sole in questi ultimi anni che l’erba più forte si è nascosta più sotto; le pietre non fanno ombra, e anche i rettili si sono spostati in altre parti lontane.
Sui due fianchi della valle, parallela al percorso del sole, si sono calcinate le rocce ancor più rapidamente e sono bianche come nessuno le ricordava, così accecanti.
Nessuno si aspetta pioggia o altro che non vento secco e rovente, infatti i bambini non possono ricordare nuvole, l’acqua è solo quella calda raccolta nei pozzi. Si son dovute allungare le corde per raggiungerla; è buona, molto buona, anche se gialla e mescolata a sabbia. È così da anni.
Non c’è memoria che faccia accendere o rinascere desideri veri e forti. È così. Solo le parole sono rimaste, come fantasmi, o suoni. E tutti sono più vecchi; e i guerrieri molto stanchi.
Gli accampamenti sono stati rinforzati sui fianchi della vallata, e spostati sempre più in alto, non tanto per difenderci quanto per non dover attaccare. Ci vorranno anni perché i ragazzi crescano in età da combattere in campo aperto. L’addestramento è fatto in casa, o a caccia di animali, o in scaramucce senza morti né feriti, e molte grida.

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Volontà vs Fato: Il delitto di Lord Arthur Savile

Nel 1887, Oscar Wilde scrisse Il delitto di Lord Arthur Savile (Mattioli 1885, 2012) un titolo che sarebbe più automatico attribuire a Conan Doyle o Agatha Christie. In questo breve scritto, Wilde getta le fondamenta di quella che sarà forse la sua opera più conosciuta e letta, Il ritratto di Dorian Gray, del 1890. La trama del racconto è piuttosto semplice: Arthur Savile è ospite a un ricevimento organizzato presso la dimora di Lady Windermere. Presente all’evento è un chiromante che, durante la serata, predice il futuro agli ospiti. Quando arriva il turno di Lord Savile, il chiromante assume un’espressione di terrore e, in seguito, in forma privata, renderà partecipe il suo cliente della nefasta profezia: egli sarà autore di un omicidio. Lord Savile è spaventato, anche perché è prossimo al matrimonio con l’adorata fidanzata Sybil. Qual è la soluzione? Per prima cosa, rimandare le nozze. E poi trovare qualcuno da uccidere, in modo da realizzare la volontà del Fato ed essere finalmente libero di coronare il suo sogno d’amore. Riuscirà Lord Savile nel suo intento? A voi il piacere di scoprirlo.

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