Mese: marzo 2013

Per un tempo senza misura tutti noi stavamo a guardare il mare, indistinto dal cielo, senza punti neri di imbarcazione né schiume bianche di onda.
Egualmente passava un tempo lungo quando il vento agitava le acque e sibilava fra gli arbusti; ma allora più facilmente tornavamo a pensare al gregge, a guidare gli altri animali al riparo nelle grotte.
Alle spalle avevamo sempre il pensiero e la minaccia delle gole di fuoco, i tuoni e i macigni volanti che uscivano dalla montagna rovente.
Non avevamo, e io non avevo, esperienza di piccoli esseri, veloci e fastidiosi, uomini.
Quando arrivarono, preferivo, e lo dissi, che non fossero venuti; cercai anche di dissuaderli e indicai una più ospitale isola, forse felice, dove trovare un approdo facile. Noi non ne avevamo, né avremmo mai pensato di costruirne.
Parlottarono a lungo fra loro e presero terra, in un momento in cui dovevamo pensare agli animali, così li trascurammo, sbagliando.
Com’erano venuti, alla fin dei conti se ne sarebbero andati, borbottò Beronte che sempre stava a disegnare piani di una città che voleva fondare: aveva quest’idea piantata in testa, quando invece le nostre grandi grotte, ventose e miti, andavano così bene per i nostri bisogni.

Continua a leggere

Tutto parte da una scoperta fatta nell’archivio del Museo del Risorgimento di Vicenza.
Claudio Rigon è un appassionato di fotografia e, vagabondando per l’Altopiano di Asiago con una macchina fotografica e un cavalletto, si sente attratto dall’atmosfera del Monte Ortigara, “da quel territorio particolare che comincia con il suo crinale e si estende poi a sud-ovest per un’ora di cammino, fino ai piedi di Cima Dodici”.
Incontra rovine, resti di baraccamenti, trincee, in un paesaggio che in certi momenti sembra ancora il giorno dopo di una battaglia.
Avverte un profondo sentimento di desolazione, una “sensazione più vicina al vagare nel deserto” mai provata in montagna. La vita scorre davanti a lui in un flusso ininterrotto. Fissarne un frammento in un’immagine è una possibilità di fermare il tempo e osservare quello che avviene. Gli viene allora “voglia di cercare immagini di quel tempo, della vita di allora” e per questo va in quel Museo in cui sa esserci un archivio fotografico della guerra.

Continua a leggere

Domenico Calcaterra

Domenico Calcaterra (1974), dottore di ricerca in Letteratura Italiana presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Sassari. Cultore della materia in Letteratura italiana presso l’Università di Messina.
Ha pubblicato Vincenzo Consolo. Le parole, il tono, la cadenza (Prova d’Autore, Catania, 2007), un corposo volume monografico dedicato alla trilogia romanzesca dell’ultimo dei grandi autori siciliani del Novecento (Premio Sebastiani – Il Minturno, 2007) e una silloge poetica Luci basse (Joker Edizioni, Novi Ligure, 2008). Suoi articoli e saggi sono apparsi su varie riviste letterarie come Paleokastro, Sincronie, Marenostrum, Lunario Nuovo, Critica Letteraria, La Clessidra, Otto Novecento, Giornale storico della Letteratura Italiana, Segno, O.b.l.i.o., Narrazioni.

Continua a leggere

«Me lo dai un bacino? Ce lo prendiamo un caffettino? Mi fumo una sigarettina e poi si va. Che ne dici di un cinemino, stasera? Oppure ce ne restiamo tranquilli con un bel libriccino. Davanti al fuochettino… Sai che cosa mi piacerebbe per le vacanze? Fare un viaggettino in Italia. Hai visto il mio toppino? Dai, te lo succhio un pochino. Hai una strana faccina…
In dieci minuti, è riuscita a piazzare almeno quattordici diminutivi. Qualcosa mi dice che con questa ragazza non vivrò mai niente di grande.»
Quattordici volte è solo uno dei tanti racconti inseriti in La pazienza dei bufali sotto la pioggia. Strano titolo, eppure un significato c’è e lo riscontrerete nella lettura. L’autore è David Thomas (non il musicista!), un giornalista, classe 1966, che ha deciso di iniziare a scrivere per il teatro e il cinema: scelta azzeccata, che gli ha fatto vincere sin da subito numerosi premi.

Continua a leggere

Le Incompiute Smorfie

Con grande soddisfazione Priamo annuncia l’uscita della terza opera edita. Si tratta de Le Incompiute Smorfie di Vladimir Di Prima, un romanzo scintillante affollato di sensazioni, di sentimenti e di conoscenze, un’impagabile foresta di colori e di suoni in cui i minimi elementi rivelano la compattezza di una visione unica.
Secondo Emanuele Pettener, che ne ha curato l’editing, ogni paragrafo di questo romanzo “è un quadro, e per questo non è un romanzo ma una visita al Louvre. Per chi ama la lingua, questo testo è un divertimento pazzesco. Per chi ama la scrittura come vertiginoso gioco di incastri e infinite magie, questo è un testo da cui ci si ispira a da cui si ruba a piene mani. Così è stato per me: mi sento artisticamente rivitalizzato da questo testo, ho voglia di scrivere, ho voglia di condividerlo e urlare: guardate, amici telespettatori!”
Forse per queste stesse ragioni, scrive ancora Pettener, “è un romanzo che probabilmente nessun editore pubblicherebbe oggi – tranne Priamo, il che mi rende doppiamente orgoglioso. Attenzione, però, non perché sia illeggibile come l’Ulisse o richieda pazienza erudita come Proust o abbia una sua pesantezza teutonica come Mann. E’ un testo leggerissimo! E’ divertente! Ma necessita lentezza.

Continua a leggere

Andrea Vollman

Andrea Vollman è nato a Padova il 9 marzo 1957 e vive a Lusiana sull’Altopiano di Asiago.
Ha svolto attività con diversi orientamenti: dall’insegnamento alla direzione sportiva nell’ambito dell’automobilismo sportivo, all’amministrazione in ditte private.
Laureato in Filosofia, si interessa di Letteratura, Storia dell’Arte e Storia. Ha pubblicato sei libri di poesia ed è convinto che la storia sia un “contenitore” di molteplici aspetti della vita umana, anche in rapporto con gli elementi naturali. Si definisce un dilettante e un sognatore.

Continua a leggere

  • 1
  • 2

Centro Culturale S. Antonio delle Fontanelle | Contrà Busa, 4 - 36062 Fontanelle di Conco (VI) | Tel: +39 0424 427098 | Email: info@priamoedit.it | Mappa del sito | Privacy policy