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Diario greco 6

Asprea si fa trascinare dagli eventi e dalle circostanze nei luoghi più impensati. Avverte in modo chiaro il piacere dello stupore prendendo piena coscienza di se stesso. Vede nella Grecia classica non solo la propria origine, ma anche una sorta di rifugio ideale di serenità, lontano da tutte le guerre del mondo.
“Camminare in Arcadia è immergersi in un mondo che non è più il nostro, è spogliarsi di vesti e bagagli pesanti che gravano sui nostri pensieri, è indossare il saio, calzare il sandalo e seguire le vie eterne della transumanza. È un ritorno alla conoscenza primordiale, allo stupore dei primi incontri, al primo sguardo rivolto al cielo, alle stelle, alla terra. È sentire il primo canto, il primo verso. Sentire la parola, ancora oggi chiara, dell’antico accento dorico.”

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Diario greco 5

Poi, di colpo, il viaggio. La ricerca di un’origine, di una matrice identitaria, di una mappa. Un altrove che sembra alludere a un oltre. Una soglia, un percorso iniziatico, uno spazio liminare.
“Dalla pianura la strada sale con ampie curve verso le colline nell’ampia valle dell’Alfeo, sempre più su verso Olimpia. Si arriva all’improvviso e il cartello stradale, nel chiaro corsivo dorico, evoca lontane storie e mitici eroi del passato.
Mi risveglio da un torpore strano, incontenibile. Seguo i turisti, tanto per darmi un contegno, e mi ritrovo inaspettatamente tra le colonne ioniche del Ginnasio con un biglietto in mano e un libro aperto davanti.

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Diario greco 4

Continuai a leggere, senza darmi tregua. Volevo capire, volevo conoscere.
“C’è che la gloria ha sempre bisogno di morti, di patacche e di commemorazioni con messa cantata al finale… ma noi in quel settembre eravamo ancora vivi e troppo scomodi testimoni della loro meschinità, un bagaglio troppo pesante da riportare a casa.
Seguirono, così, il metodo tradizionale degno di una stirpe antica: fuggirono… tanto il fatto di aver dimenticato tra le pieghe della geografia balcanica un esercito di quasi mezzo milione di uomini non turbava minimamente i loro sonni.
E poi gli altri, ecco, gli altri… i nemici ai quali dovevamo sparare. Ebbene, furono i soli che ebbero pietà di noi. Le loro parole straniere di una lingua antica furono le uniche che sentimmo in quei giorni. Forse non le capimmo proprio tutte, ma di certo avevano il tono delle parole amiche.”

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Diario greco 3

Mi impressionò in particolare un punto in cui Asprea descriveva la partenza dall’Italia nell’ottobre del 1940 — “all’inizio della scaletta, crocerossine offrivano frutta di stagione, cartoline e saponette profumate… chi non ricorda quelle scalette era forse rimasto a casa o forse non può ricordare perché non è più…“ e poi il mare che rivedeva più di trent’anni dopo — “un mare sopra cui non posso dormire… dormire è l’oblio… forse la nave su cui sono adesso passa sopra altre navi, quelle affondate allora in queste acque… passa sopra la Divisione Julia, di ritorno dal fronte greco, appena risparmiata da un nemico che non aveva voluto infierire e compiere inutili stragi… mentre sapeva e voleva compiere una strage perfetta l’altro nemico, quello di Cefalonia, preciso e metodico contro soldati vinti e disarmati,  uccisi uno per uno con ordine, e i loro corpi bruciati con la benzina per cancellarne anche la memoria…”

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Diario greco 2

Marcello mi aveva parlato varie volte di un documento ciclostilato trovato per puro caso in una vecchia soffitta. Una specie di diario — un testo “non ordinario” che considerava quasi una mappa perché “parla di visioni, di percezione…” — tenuto durante un viaggio in Grecia “andata e ritorno, con fermate facoltative in luoghi normali, strani o fuori mano, ma sempre forniti di ombrose taverne…”

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118 anni fa moriva il mio amico Oscar, ma suppongo sia una Fake News

[Ripropongo qui una breve e bizzarra storia vera che venne pubblicata per la prima volta nel 2005 sul blog “Vibrisse”]

Ieri mattina sono andato a messa, qui a Boca Raton, Florida, dove abito. La messa è cominciata e prima del Vangelo una signora distinta è salita sull’altare: apparteneva all’associazione “Citizens for Science and Ethics, Inc.” e ha pubblicamente chiesto di aderire a una petizione per proporre allo Stato della Florida un emendamento che “protegga il matrimonio come unione legale solo tra un uomo e una donna e che provveda che nessun’altra unione considerata come matrimonio o equivalente venga riconosciuta e considerata valida.”

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