I libri (15)

I libri di Priamo, inizialmente, si potevano acquistare rivolgendosi all'editore e durante le nostre presentazioni - metodo che amiamo ancora, poiché Priamo, nato come associazione culturale, è soprattutto occasione di incontro, scambio intellettuale, amicizia; ora i libri sono disponibili anche tramite IBS; a breve un contratto con un distributore permetterà una diffusione più ampia anche in libreria.

Giovedì, 18 Giugno 2015 15:06

Ricordati dei fiori

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Ricordati dei Fiori è un libro unico nel suo genere, fuori dai consueti schemi narrativi. Il racconto prende spunto da un evento drammatico e personale per poi svilupparsi, andando a toccare temi con cui ognuno di noi deve, prima o poi, fare i conti. L’autobiografismo diventa così il pretesto per raccontare qualcosa di molto più grande e universale. Del resto cosa c’è di più comune e condivisibile se non la perdita definitiva di chi ci è caro? In questo piccolo e denso manuale della vita e della morte si raccontano i mesi che seguono la scomparsa del padre dell’autore.
Giorni e ore costellati da fatica e dolore, ma allo stesso tempo illuminati da intensi e improvvisi lampi di luce, vaghe proiezioni verso il futuro. Perché la vita va avanti e prosegue. Sempre, in ogni caso. Anche di fronte ai lutti più dolorosi e indicibili.
Con la sua scrittura agile e stralunata, a tratti dissacrante, mai banale, Braga ci incalza in un susseguirsi di brevi paragrafi in cui racconta di funerali, burocrazie, visite al cimitero, rapporti familiari con la madre e la piccola figlia. Si rincorrono e accavallano riflessioni – semiserie e spiazzanti – sui legami affettivi e sull’esistenza, irrimediabilmente pervase dal vuoto totalizzante della perdita, che tutto abbraccia e tutto assorbe. Ma l’ironia, il disincanto e la leggerezza sono alla fine gli unici strumenti che, secondo l’autore, ci permettono di guardare oltre, pur senza dimenticare le nostre radici. Sempre in equilibrio sul filo sottile che divide la tragedia dalla commedia, Braga mantiene un registro stilistico lieve, venato d’umorismo e malinconia in egual misura. Così come capita nella vita. E forse, a ben pensarci, anche nella morte.

Giovedì, 18 Giugno 2015 14:47

Cartoline dal fronte

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Le cartoline dal fronte della grande guerra sono una sorta di autobiografia popolare collettiva di forte valenza storica e umana. Frammenti che rievocano immagini e aprono improvvisi scorci di quotidianità.
Leggerle è come immergersi in una ricerca del tempo, del passato. Dentro una memoria involontaria che in un attimo riporta a galla momenti, volti, profumi, istanti di vita finiti chissà dove.
I soldati scrivevano a casa quasi tutti i giorni e raccontavano con poche parole i loro momenti di vita cercando di riallacciare i contatti mentali con il contesto d’origine.
Avevano necessità di comunicare e lo facevano con uno strumento per molti inusuale: la scrittura.
A differenza della lettera, in cui ci si poteva dilungare in descrizioni e racconti, una cartolina consentiva di esprimere malumori o sentimenti e si prestava a essere comunicazione rapida, essenziale. Un segnale diretto e molto efficace. Uno specchio della realtà che consente ancora oggi, forse, di percepire l’inesprimibile. Una testimonianza viva che ci racconta la vita di trincea, l’incombente senso della morte e l’assurdità della guerra.

Giovedì, 04 Dicembre 2014 00:00

Il buco che ho nel cuore ha la tua forma

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“There is nothing to writing. All you do is sit down at a typewriter and bleed”, diceva Ernest Hemingway. Scrivere piccole storie non è altro che stillare sangue su una pagina bianca. Sangue tuo, trasfuso da chi ti ha amato, versato in tuo nome, oppure ignoto, che aspetta solo di essere raccontato. Il buco che ho nel cuore ha la tua forma è un collage di cartoline da questo millennio inquieto, popolato da una moltitudine sempre più connessa, dove la tecnologia ha accorciato le distanze fisiche ma non ha colmato quelle emotive tra gli esseri umani. Alieni perfino a se stessi.

Venerdì, 27 Giugno 2014 00:00

Festa di sensi

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"L'uomo è la sola creatura che rifiuti di essere ciò che è..."

Quando leggo Emanuele Pettener - d'ora in poi "Ema" -, oltre alle risate e ad alcune smorfie - che dopo forse spiego -, non posso non pensare alla frase di Camus con cui ho esordito presentandolo in una delle tante "uscite arancioni".
Ritengo - e ne escono discussioni appassionate tra noi - che i suoi libri siano stratificati; si badi bene, non complicati, anzi: la sensazione è che la trama sia molto strutturata, pensata, chiara. La stratificazione riguarda l’universalità di alcuni personaggi, che sono quasi caricaturali, e spesso comici, e che abitano con spavalda goffaggine, tic, difetti, paradossi; tanto risibili, quanto appartenenti inesorabilmente al genere umano tutto.
I luoghi in cui ambienta il romanzo - come anche il precedente Proust per bagnanti -, sono un tripudio di colori, di odori, una festa dei sensi che inebria, obnubila, affascina.
Ci sono personaggi famosi morti - cito a memoria: Jim Morrison, Dean Martin, Elvis e altri ancora -, quanto mai vitali; e poi vecchi imbellettati, loschi figuri sotto il sole tropicale, e soprattutto i personaggi cardine del libro, che ciascuno a suo modo, completano un universo improbabile e quanto mai verosimile, di disumana umanità.
Ema ci tiene però a sottolineare di non ricorrere mai alla satira, nei cui confronti ha una sorta di repulsione; sostiene di essere animato dal sorriso, dal gusto della commedia, dalla passione per i fumetti: dall’ironia, dall’umorismo. E soprattutto da una sorta di compassione nei confronti delle debolezze, dei difetti; della tenerezza che prova per le imperfezioni, per nascondere le quali, quasi sprechiamo l’intera vita.

Domenica, 23 Marzo 2014 00:00

Un fortissimo vento profumato

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Giuseppe Meligrana ha voluto stampare in cartaceo Le incompiute smorfie e noi di Priamo ne siamo no contenti, di più.
La scrittura di Vladimir Di Prima ci ha colpito subito, fin dalla prima lettura (Priamo, grazie alla lettura di Emanuele Pettener, ci ha creduto e lo ha voluto pubblicare convinta della sua forza), per la sua freschezza e la sua grazia, le sue fantasie, i suoi colori, le invenzioni verbali, i giochi stilistici, le perfidie, le nubi e gli arcobaleni…
Un fortissimo vento profumato che soffia energico su tutte le pagine, le muove, le agita, le trascina facendole scintillare, fissando con eleganza intrecci e suoni.

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