Il Blog di Priamo (171)

L’autoradio gli comunicò che quel giorno sarebbe più o meno sempre piovuto, ma che poi, dopo uno o due giorni, sarebbe arrivato il caldo. Un caldo improvviso, che avrebbe colpito come uno schiaffo, dopo due settimane di “freddo anomalo”. Così disse il meteorologo.
Il rumore delle spazzole coprì qualche frammento di parola e procedette a ritmo cadenzato a fare il suo dovere. Il cielo era grigio; una particolare sfumatura di grigio, che lo riportò costantemente, con il pensiero, alla mèta che quel giorno, primo di maggio, aveva deciso di raggiungere.
Sentiva una strana mescolanza di stanchezza, inquietudine e eccitazione. La notte aveva dormito poco; o forse male: gli pareva di essere stato sveglio, ma la sveglia segnava le sette e trentasette, smentendolo. Si ricordava di aver sognato, ma gli veniva in mente solo un frammento: un pezzetto di quello che, ne era certo, poteva essere stato un sogno complesso e articolato.

Sabato, 11 Giugno 2016 20:45

Gianmarino Battaglia

«È arrivata! È arrivata la lettera del grillo!»
«La lettera del grillo! La lettera del grillo!»
«Apritela, cosa aspettate, apritela!»
«Presto!»

Esimi colleghi, stimati amici,
vi saluto con affetto.
La vostra missiva mi ha raggiunto in queste isole tropicali dove approdai, tre anni or sono, in cerca di tranquillità.
Voi riaprite una questione che detti per chiusa il giorno stesso in cui partii.
Non posso nascondervi quanto il rievocare quella vicenda, che tanto mise a dura prova la mia integrità professionale, la mia dignità sociale, il mio orgoglio, turbi, ancor oggi, il mio animo.
Poiché me lo chiedete, amici, e in buona fede, non mi asterrò dall'accontentarvi e, attenendomi ai fatti, narrerò ogni cosa.
Vi prego di accontentarvi di queste ultime mie parole.

Martedì, 24 Maggio 2016 16:22

Impavido

Mentre si trovava a bordo di un'auto della Gestapo, tra le vie di Parigi, con uno sgherro alla sua destra, una alla sua sinistra e un terzo davanti accanto al guidatore, Robert Benoist, stendendo le braccia dietro i due tedeschi, fingendo di concedere loro maggior spazio, riuscì a raggiungere le cinghie di cuoio che permettevano di manovrare le maniglie delle portiere. Mentre l'auto stava imboccando Rue Richelieu, Benoist tirò improvvisamente le due cinghiette e le portiere si spalancarono e i vetri dei finestrini volarono in pezzi; l'autista frenò bruscamente e le due guardie vennero proiettate violentemente in avanti.
Saltando sul corpo di uno dei due tedeschi, Benoist disparve correndo nel mezzo di una folla sorpresa e attonita. Ce l'aveva fatta ancora una volta!

Mercoledì, 04 Maggio 2016 08:57

Non sempre la poesia è consolatrice



Mamma

Già da una settimana penso
sempre e solo a mia madre, e a tratti indugio.
Con una cesta scricchiolante in grembo
frettolosa saliva in soffitta.

Ero ancora sincero a quel tempo,
strepitavo, pestavo i piedi:
lasciasse agli altri il bucato rigonfio,
portasse me in soffitta!

Salì, stese il bucato silenziosa,
senza sgridarmi, e neppure guardarmi:
la biancheria luminosa, frusciante
ruotava, volteggiava nell'aria.

Giovedì, 14 Aprile 2016 17:08

Per dovunque viaggiassi ero uno straniero

Nanos Valaoritis è nato a Losanna nel 1921. Famiglia greca. Studi giuridici e umanistici ad Atene, Londra, Parigi. Dal 1939 ad oggi, decine di raccolte poetiche, prose e saggi. Teatro. Disegni e pittura. Fondatore di riviste d’avanguardia. È vissuto a lungo a Londra, Parigi, San Francisco; fuoriuscito durante la dittatura dei colonnelli; da diversi anni è tornato a vivere stabilmente ad Atene.
Questo testo inedito è stato letto il 21 marzo 2016 ad Atene per la “giornata della poesia”.
Una scelta di sue poesie in traduzione italiana è pubblicata su «Poesia», 287, novembre 2013.

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